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Sua Maestà a fumetti e in poesia
L'epopea cristiana di Maria Cristina di Savoia
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Saggista e ricercatore universitario. Insegna latino e greco al Liceo classico «Francesco Fiorentino» di Lamezia Terme.
Vaju 'nduvi mi pòrtanu i pìadilam.
ire pedes quocumque ferentlat.
‘andare dovunque ci porteranno i piedi’
Orazio, Epodi XVI, 21
Nato a Lamezia Terme nel 1973, laureato in Lettere classiche, saggista e ricercatore universitario, è tornato a insegnare nella sua città dopo molti anni di cattedre lontane. Il percorso, srotolato colonna dopo colonna come un volumen.
I1973
Nasce a Lamezia, la città del cui dialetto farà, anni dopo, una porta d'ingresso al latino.
«attraverso il lametino si possa apprendere il latino»
IIanno da verificare
Si laurea in Lettere classiche. Saggista e ricercatore universitario, è esperto di filologia neotestamentaria e membro del Centro internazionale di studi gioachimiti.
Relatore a convegni di italianistica in Europa, a Budapest e a Ginevra, e in Italia, all'Università Cattolica di Milano; nel 2017 al IV Congresso internazionale di studi di genere (Università della Tuscia, Viterbo).
⟨dato da verificare: università e anno di laurea⟩
IIIprima del 2017
Insegna per molti anni al liceo classico di San Giovanni in Fiore, la città di Gioacchino da Fiore, e nei licei di Terno d'Isola e Romano di Lombardia. Nella Bergamasca segue anche progetti di cultura e integrazione.
A San Giovanni in Fiore cura il meeting letterario Gioacchino raccontato dai suoi fiori (2012-2014).
⟨dato da verificare: ordine e anni delle cattedre; ruolo esatto nella provincia di Bergamo⟩
IVdal 2017 circa
Torna a casa: cattedra di latino e greco al Liceo classico «Francesco Fiorentino». Nascono l'Ambulatorio Scientifico Latino, i calendari in latino, Vecchioni cantato in greco antico.
⟨dato da verificare: anno esatto di arrivo al Fiorentino⟩
V2015-2025
Pubblica oltre trenta titoli: saggi gioachimiti, Dante, Pinocchio e il Piccolo Principe in lametino e latino, grammatiche, dizionari, fiabe, versi. Il suo Carlo Acutis dalla A alla Zeta esce anche in spagnolo, per Ciudad Nueva.
VIdicembre 2023
È insignito del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. «Immensamente grato, toccato, stupito, felice».
Prima ancora: il premio nazionale «Salva la tua lingua locale», consegnato in Campidoglio, per I Promessi Sposi in breve (2021); il Premio Astrea (2021); il Premio Città di Gioacchino da Fiore (2022).
VII2026
Porta il lametino nei fumetti e nei cartoni animati, e la storia della Madonna di Porto Salvo in tre tavole: il fumetto, dice, è «una sorta di cinematografo tascabile».
Nelle edizioni critiche i testimonia sono le voci che, accanto alle opere, parlano di un autore. Eccone alcune.
«Ringrazio Francesco Polopoli per la sensibilità dei suoi scritti, sensibilità sinonimo della sostanziale ricerca del diritto alla felicità a cui tende l'uomo»
«Come ci insegna Polopoli, in un continuo andirivieni fra il passato e il presente, che presenta un indubbio valore aggiunto, forse il più bello per chi propone la cultura classica: non è mai pedante»
«La sua intuizione di tradurre in vernacolo è un atto d'amore e di dedizione che risuona con la nostra stessa missione. Egli non solo rende accessibile qualunque testo, ma illumina il dialogo millenario tra i grandi spiriti della nostra terra, dimostrando come la parola, al pari di un gioiello, possa custodire e irradiare bellezza e significato attraverso i secoli»
«Il Professor Francesco Polopoli, mio stimato amico e grande cultore di quelle arti letterarie senza le quali l'umano, in tutta la sua sovranità e singolarità, non esisterebbe, restando quieta e muta polvere del nulla»
Più di trenta libri in dieci anni, quasi tutti con editori calabresi, e uno tradotto in spagnolo: Dante, Collodi, Manzoni e Saint-Exupéry riportati in lametino e in latino, saggi gioachimiti, grammatiche, dizionari, fiabe. Il colore del dorso dice la lingua.
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L'epopea cristiana di Maria Cristina di Savoia
Per lui la filologia fa «da filo logico»: segue una parola fino alla sua origine, e spesso l'origine è più vicina di quanto si pensi. Passa sulle parole segnate, o toccale: la glossa si apre a margine.
Il fico non ancora maturo; in lametino anche «fregatura, brutto guaio». Dal germanico grȏz, grosso, grave: un guaio vero, appunto.
Le calende, primo giorno del mese romano, quando i giorni venivano annunciati: da qui il calendario. Per lui è «il vangelo laico della parola che chiede risorgimento».
L'«infinito» di Anassimandro. Con Giovanni Semerano lo rilegge dal semitico 'apar, «polvere»: in principio sarebbe la terra, non l'infinito.
Da Alla salute dei classici, il suo saggio «volutamente semiserio» sulla cultura antica come medicina. La R barrata delle ricette viene dall'imperativo latino recipe, «prendi».
Il verso dell'Incipit, per intero. Un esametro: sei piedi, lunghe e brevi. Prova a scandirlo.
īre pedēs quōcumque ferent quōcumque per undās
Scansione: ī-re-pe | dēs-quō | cum-que-fe | rent-quō | cum-que-per | un-dās. Dattilo, spondeo, dattilo, spondeo, dattilo, spondeo; cesure tritemimera (dopo «pedes») ed eftemimera (dopo «ferent»).
Ogni puntata parte da una parola di tutti i giorni e la riporta alle sue radici latine e greche, poi la segue nei libri, fino a qualche consiglio di lettura. Le domande sono di Riccardo Cristiano. Scegli una parola per guardare la puntata.
Puntata XII, 25 settembre 2026, 13 minuti
Quello che succede in classe e fuori. Il prof. dice che il fumetto è «una sorta di cinematografo tascabile»: qui i progetti scorrono come le vignette di una tavola.
Collabora con lameziaterme.it, dove ha tenuto anche delle rubriche, e con ScrepMagazine: etimologie, storia dell'arte, costume, sempre con un titolo che strizza l'occhio. In fondo, le interviste e i video.
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